Un mese fa ho preso in consegna il mio Dinamicom F33+ — nome in codice BlackJack — e da quel momento ho tracciato ogni singolo viaggio con la mia app VOLT Ride. Oggi i dati parlano, e c’è qualcosa che non mi aspettavo.


Il contesto

Vivo e lavoro a Bolzano. I miei spostamenti quotidiani sono brevi, urbani, ripetitivi: casa–ufficio, ufficio–palestra, piccoli giri in città. Il classico caso d’uso per cui uno scooter elettrico è stato pensato.

Ho scelto il Dinamicom F33+ perché ha una batteria da 4.320 Wh — grande per la categoria — e perché mi pareva uno step logico dopo anni di interesse per la mobilità sostenibile e per tutto ciò che si può misurare, tracciare, ottimizzare.

Il mio Dinamicom F33+ — BlackJack

Ho costruito da zero un’app (VOLT Ride) per registrare ogni viaggio: km percorsi, percentuale di batteria usata, kWh consumati e Wh/km. Dopo un mese, ho i dati. Vediamo cosa dicono.


I numeri del primo mese

Dal 7 maggio al 4 giugno 2026, 37 viaggi registrati per un totale di 204,5 km e 10,03 kWh consumati. La media di consumo si è attestata su 50,3 Wh/km, con un record di efficienza di 18,3 Wh/km (12 maggio, subito dopo la prima ricarica — batteria piena, percorso pianeggiante) e un picco di 77,1 Wh/km in un tragitto breve e nervoso. La media di 5,5 km a viaggio rispecchia perfettamente l’uso urbano quotidiano. Con la batteria da 4.320 Wh, l’autonomia reale stimata è di circa 86 km per ciclo di ricarica.


La dashboard interattiva

Tutti i dati sono esplorabili qui sotto — grafici per efficienza, km giornalieri e confronto con un 125cc benzina equivalente.


L’impatto ambientale: il numero che conta davvero

Sugli stessi 204,5 km, un 125cc a benzina avrebbe bruciato 6,1 litri di carburante ed emesso circa 14,2 kg di CO₂. In un mese.

Proiettato su base annua — con volumi di utilizzo simili — parliamo di oltre 70 litri di benzina non bruciati e circa 170 kg di CO₂ non emessi ogni anno, solo per i miei spostamenti quotidiani a Bolzano. Non è un numero che cambia il clima da solo. Ma è il mio numero. E se si moltiplica per quante persone fanno gli stessi tragitti urbani ogni giorno, il conto diventa interessante.

Lavoro in Alperia, un’azienda che sulla mobilità sostenibile fa scelte concrete: in sede ci sono posti dedicati alla ricarica di scooter e biciclette elettriche. Non è una dichiarazione d’intenti — è infrastruttura reale che rende più facile fare la scelta giusta, ogni mattina.


Cosa non ho ancora capito del tutto

L’autonomia reale dipende molto dallo stile di guida. I miei viaggi sono quasi tutti sotto i 10 km, quindi non ho ancora testato cosa succede avvicinandosi al fondo della batteria. Il dato di 86 km è calcolato sulla media — con un piede pesante in accelerazione si scende parecchio.

Il consumo durante i tragitti con Gianluca a bordo è sistematicamente più alto. Niente di sorprendente, ma è bello vedere il dato confermato dai numeri.

La giornata record è stata il 29 maggio: 37 km in quattro viaggi, con un consumo medio di 42,6 Wh/km. Ottima efficienza nonostante il volume.


La vera sorpresa

Non è l’impatto ambientale in sé — quello me l’aspettavo. La vera sorpresa è quanto sia diventato geek di mobilità urbana. Controllo i Wh/km come una volta controllavo i punti del campionato. Ogni viaggio è un piccolo esperimento: cambio stile di frenata, provo percorsi diversi, vedo l’effetto in tempo reale.

L’app VOLT Ride che ho costruito con Supabase, Netlify e Capacitor è diventata parte del rituale quotidiano. Non è solo uno strumento di tracciamento: è il motivo per cui ogni viaggio ha un senso in più.

Dopo un mese posso dire che la mobilità elettrica in città non è solo più pulita. È più consapevole.